
Progetto di concorso.
Il tessuto connettivo del complesso architettonico si ispira a un’idea di comunità fondata sulla centralità degli spazi di aggregazione, raccolti attorno all’edificio di culto, fulcro simbolico e identitario dell’intero intervento.
La chiesa si configura come una presenza monolitica e primitiva, posta a chiusura della prospettiva longitudinale del complesso, con l’intento di rendere visibili e tangibili i significati esistenziali e spirituali della fede. L’asse pedonale principale, che attraversa il complesso, assume il valore di metafora del cammino del cristiano: un percorso che si prolunga idealmente nella navata centrale dell’edificio sacro, la cui pianta si inscrive in un quadrato perfetto di 20 x 20 metri.
Nel riconoscere la luce quale potente simbolo della trascendenza, il tradizionale tetto è stato sostituito da un grande lucernario in vetro, dotato di frangisole elettrificati a scomparsa, che modula l’intensità luminosa all’interno dell’aula liturgica.
Quest’ultima è interamente rivestita in lastre di travertino a spacco, che restituiscono un effetto materico e austero. Al centro dello spazio domina l’opera scultorea di Donatella Sirignano: un maestoso Tau in faggio evaporato, finemente intagliato, che accoglie il corpo del Cristo, simbolo della redenzione e dell’umana sofferenza trasfigurata.



